Le nuove frontiere dell’esperienza museale

Esposizioni immersive, realtà aumentata, videogiochi? La prossima partita del mondo museale si giocherà in un mondo a metà tra reale e virtuale

La storia è ricca di esempi che testimoniano come l’innovazione (tecnologica, tecnica, artistica) sia frutto di intuizioni geniali che hanno “osato” mettere in discussione lo status quo: quella recente, soprattutto nel campo del marketing, racconta come questo fenomeno si sia intensificato in rapporto agli enormi passi avanti fatti nel campo del tech

Il mondo museale non può esimersi dal seguire questi trend che, attraverso l’ibridazione fra reale e virtuale, stanno segnando nel profondo le nostre esperienze culturali: ecco alcuni esempi a cui ispirarsi per ripensare il Museo Italiano e l’esposizione museale in una nuova chiave, quella di domani.

La realtà aumentata (nel make-up) per un’esperienza museale coinvolgente

Della realtà aumentata ne abbiamo parlato nell’articolo La rivoluzione BYOD (Bring Your Own Device) per i musei, soprattutto in ambito make-Up.

Di Astra Make Up, il brand made-in-Italy che offre la possibilità di testare i propri prodotti direttamente attraverso lo smartphone visualizzando un’anteprima del proprio volto truccato, ne avevamo parlato.

Un altro esempio è però Perfect Corp, azienda di Taiwan specializzata in virtual beauty, è conosciuta dai consumatori per la sua app di bellezza “YouCam Makeup“, che permette agli utenti di “provare” campioni virtuali di oltre 300 marchi globali, tra cui quelli dei conglomerati di bellezza Estée Lauder e L’Oréal Paris. 

La cosa che però deve interessare riguarda la tecnologia di Perfect Corp (e prossimamente anche Astra), la quale viene utilizzata anche per la vendita al dettaglio in negozio, l’e-commerce e i social media

Il museo di domani dovrà necessariamente guardare e ispirarsi anche a benchmark del genere, perché essi testimoniano come l’integrazione della tecnologia attraverso l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e la realtà aumentata sbloccherà vantaggi veramente significativi. Tra gli altri, l’amplificazione dei canali di vendita digitali, una maggiore personalizzazione e un più profondo coinvolgimento dei clienti/visitatori

Un esempio? Eccolo.

Concepire, realizzare e commercializzare le grandi mostre digitali e immersive

La Réunion des Musées Nationaux et du Grand Palais (RMN – Grand Palais), ovvero la società di diritto pubblico francese che gestisce 34 musei nazionali (tra cui il Louvre, il Musée d’Orsay e il Musée Rodin) ha lanciato una nuova filiale chiamata Grand Palais Immersif.

Questa sezione è specializzata nella produzione, nella realizzazione e nella diffusione di grandi mostre, soprattutto immersive

La mission dell’agenzia si articola in tre punti: 

  • concepire e realizzare mostre digitali e immersive in sinergia con musei, produttori dell’audiovisivo e della multimedialità, e con startup specializzate nel digitale
  • lanciarle a Parigi, in un Grand Palais rinnovato per l’occasione e in spazi dedicati
  • commercializzarle sia in Francia che all’estero

L’obiettivo primario quello di diffondere la cultura nel territorio e rendere l’arte accessibile, oltre a valorizzazione l’innovazione digitale in tutte le sue forme: scenografie immersive, nuovi mezzi digitali, realtà virtuale, realtà aumentata e mista. 

Il fine quello di diventare attore chiave sul mercato delle esposizioni digitali, con una linea editoriale esigente che riesca a fondere spettacolo, narrazione e trasmissione di conoscenze. 

L’idea nasce in seguito alla produzione di alcune mostre di grande successo, come quella su Pompei organizzata al Grand Palais, che ha portato nelle sale del museo parigino ben 200mila visitatori in quattro mesi (dal 1° luglio al 31 ottobre 2020), e gioverà delle competenze di tutti gli attori coinvolti nell’operazione. 

Per Maud Franca, direttrice aggiunta per il digitale di Banque des Territoires:

Le tecnologie immersive saranno una delle prossime rivoluzioni delle piattaforme digitali, e sono un ambito in cui i giganti del digitale americano e cinese investono già in modo massiccio. 

Innovare in questo nuovo campo della creatività e della divulgazione culturale è oggi una questione di sovranità culturale. E la creazione artistica, che è un modo di pensare il mondo e di liberare la nostra immaginazione e le nostre emozioni, evolve nel tempo.

Sono ugualmente convinta che nessuna forma di cultura ne rimpiazzi un’altra: le forme semmai si aggiungono, per rispondere a tutti i gusti ma anche per nutrire sempre più intensamente il nostro bisogno quotidiano di meraviglia, e quindi d’arte, di bellezza, di conoscenze, di cui abbiamo un gran bisogno oggi nel contesto di crisi che attraversiamo”.

L’arte in vita con la Realtà Aumentata

Il Norton Museum of Art, in Florida, ha segnato una rotta: attraverso il lancio di una nuova app di realtà aumentata permette ora ai visitatori una maggiore accessibilità alla sua collezione nel 2021. Da gennaio, l’app Norton Art+ è disponibile in inglese e spagnolo per chiunque voglia esplorare le opere d’arte ospitate nella galleria. 

L’applicazione è stata commissionata dal museo nel 2019, quando ha scelto lo studio di design Local Projects per sviluppare un sistema software che potesse mostrare la sua collezione in nuovi modi. Il lavoro successivamente intrapreso è stato completato in collaborazione con il dipartimento curatoriale e quello educativo del museo. 

Il risultato finale? Un’applicazione per tablet, forniti ai visitatori direttamente dal museo: l’uso di questi dispositivi è incluso nel prezzo del consueto biglietto d’ingresso della galleria.

Con l’app, i visitatori possono ad esempio utilizzare i tablet della galleria per modificare le espressioni del volto di una scultura o per provare nuove e diverse texture. Inoltre, consente ai visitatori di “spostare” l’opera che stanno guardando in un ambiente virtuale, come un giardino di sculture, accanto alle altre creazioni AR realizzate dai visitatori.

L’applicazione AR permette alla galleria di introdurre i visitatori più giovani all’arte in modi nuovi e mai immaginati prima. Norton Art+ genera esperienze divertenti e allo stesso tempo offre nuovi spunti per l’arte contemporanea, anche perché aiuterà a ispirare una nuova generazione di amanti dell’arte.

Parlare di futuro significa infatti parlare dei visitatori di domani e di come coinvolgerli in esperienze museali senza precedenti: Nintendo, in questo, ha già fatto la sua mossa…

Animal Crossing: New Horizons per una gamification del Museo 

In piena pandemia Covid, Nintendo ha lanciato Animal Crossing: New Horizons, un “gioco non gioco” che porta ogni player ad evadere dal mondo reale. Lo scopo è quello di immergersi in un’oasi di pace e tranquillità e abbandonarsi a rilassanti routine quotidiane che servono a trasformare la propria ‘isola deserta nel luogo dei propri sogni.

La particolarità di Animal Crossing è che non esistono livelli da completare, sfide, boss e principesse da salvare: l’unico grande scopo è quello di vivere liberamente nell’isola.

Ma perchè questo gioco dovrebbe interessare professionista della cultura? Perché alcuni musei hanno pensato di mettere a disposizione oggetti e opere d’arte delle proprie collezioni per trasformare la casa virtuale dei giocatori in un museo personale, da aprire anche agli amici. 

Anche se la risoluzione degli oggetti esposti sul Nintendo Switch potrebbe non consentire ai giocatori di apprezzare appieno dettagli e caratteristiche delle opere, questo è un modo per i musei di interagire con gli oltre 13 milioni di giocatori in tutto il mondo. Ma c’è dell’altro.

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei è stata organizzata una raccolta di timbri con la quale era possibile ottenere diverse ricompense. Dal 18 al 31 maggio 2020, i giocatori hanno completato una Caccia al Timbro all’interno del proprio museo per ottenere delle ricompense speciali.

Questo tipo di esperienza potrebbe essere la prossima frontiera per portare le collezioni in luoghi nuovi e inaspettati, incontrando nuovi pubblici

Non possiamo averne la certezza, ma d’altro canto la classica affermazione “Solo i musei con enormi budget possono lanciarsi in questo tipo di innovazione” non regge: la discussione non coinvolge solo la tematica budget e fondi, quanto piuttosto tra chi decide di essere un passo in anticipo rispetto a chi è lento a muoversi, perché soluzioni altrettanto innovative, ma meno costose, sono già realtà.

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